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Ultime notizie 2021 sulla legalizzazione della cannabis in Italia

Vuoi capire a che punto è il processo di legalizzazione della cannabis in Italia nel 2021?

Sei atterrato nel posto giusto!

In questo articolo andremo ad affrontare in maniera cronologica ed esaustiva tutti gli eventi che hanno avuto un peso importante sul tema della legalizzazione in Italia.

Negli ultimi anni il settore della cannabis in Italia ha subito molti alti e bassi ed è difficile riuscire a capire se si stanno facendo passi avanti o meno.

Per questo motivo noi del Team Beleaf andremmo ad analizzare gli eventi ufficiali più importanti e capire a che punto siamo e se possiamo ben sperare in un futuro più roseo per questa pianta.

La cannabis viene eliminata dalla tabella IV delle sostanze stupefacenti

2 Dicembre 2020

Il 2 Dicembre 2020 è sicuramente una data molto importante da ricordare nel percorso verso la legalizzazione della cannabis in Italia.

Ecco perchè:

Questa mattina, la commissione delle Nazioni Unite (ONU) si è riunita e ha riconosciuto ufficialmente le proprietà medicinali della Cannabis, declassandola dalla tabella IV delle sostanze stupefacenti.

Le proprietà terapeutiche della Cannabis sono state riconosciute su basi scientifiche, tenendo in considerazione la mole di ricerche condotte negli anni in condizioni molto difficili.

Questo è un evento importante per il settore della cannabis a livello globale, ma soprattutto in Italia accende le speranze per il perseguimento di una linea che tenda sempre più alla liberalizzazione di questa pianta.

Questa decisione avrà un impatto molto importante soprattutto sull'avvio di nuove ricerche e studi scientifici sulla Cannabis che, speriamo, possa portare ad una maggiore consapevolezza e conoscenza degli effetti benefici di questa pianta.

La cannabis Sativa diventa una pianta officinale

27 Luglio 2020

Il Ministero dell'Agricoltura, con il D.M. del 27 Luglio 2020, ha riconosciuto ufficialmente la cannabis Sativa come pianta officinale.

Possiamo sicuramente dire che è stato raggiunto un importante traguardo lungo un percorso complesso e travagliato come quello che si trova ad affrontare la cannabis.

Con l'attuazione del D.Lgs n. 75/2018, il settore della cannabis ha spinto sin dall'inizio affinché la pianta di cannabis Sativa fosse riconosciuta come pianta officinale, in tutte le sue parti, per le innumerevoli e straordinarie proprietà benefiche che detiene.

La notizia ufficiale è arrivata il 19 Agosto, quando la ministra dell'agricoltura Teresa Bellanova ha approvato un nuovo elenco sui prezzi massimi unitari per il mercato agevolato dei prodotti agricoli.

Nell'elenco delle piante officinali sono state finalmente inserite anche le infiorescenze di canapa a uso estrattivo.

Grazie all'approvazione di questo decreto ministeriale, oggi la canapa Sativa potrà essere coltivata, a condizione che provenga da varietà certificate con un tenore di THC inferiore a 0,5% e utilizzata non solo per le finalità descritte dall'art. 2 della L. n. 242/2016, come cosmetici, alimenti, materiale per bioedilizia, semilavorati, florovivaismo e bioplastiche e come pianta officinale come spiegato nell'art. 2, c. 4 del D.Lgs n. 75/2018.

Ex Ministra Teresa Bellanova

Cosa cambia con questa decisione?

Questa notizia ha avuto un peso molto importante soprattuto per gli agricoltori interessati alla coltivazione di cannabis Sativa.

L'inserimento della pianta di cannabis all'interno della lista delle piante officinali ed erboristiche ha comportato una regolamentazione di questa pianta con le normative di settore, creando un ambiente più favorevole allo sviluppo agricolo.

Con questo D.M. il settore agricolo ha ottenuto una serie di certezze soprattuto sui processi di lavorazione della materia prima.

Queste interessano l'intera filiera di produzione, dall'impiego diretto delle singole genetiche di pianta ai processi di trasformazioni indispensabili alle esigenze produttive (lavaggio, defoliazione, cernita, assortimento, mondatura, essicazione, taglio e selezione) fino ai processi di estrazione degli oli essenziali della cannabis.

Legalizzazione cannabis in Italia: è lecita nel nostro paese?

Per poter raccontare nel miglior modo possibile il percorso che la cannabis sta compiendo a livello di legalizzazione, possiamo iniziare dalle sentenze della corte di cassazione

Queste riguardano soprattutto la coltivazione di cannabis indoor e outdoor ed il suo collegamento alle attività di spaccio di droghe o sostanze stupefacenti.

Attualmente la Suprema Corte sta favorendo una linea di giudizio e di pensiero più analitica e meno restrittiva.

Questa linea di pensiero potrebbe avvantaggiare la creazione di una disciplina più leggera e permissiva all'interno del nostro settore.

Svolta verso la legalizzazione della cannabis

Il 19 Dicembre 2019 le Sezioni Unite della Cassazione hanno assunto una posizione alquanto "innovativa" riguardo il tema della legalizzazione della cannabis in Italia.

Dichiarano che la coltivazione di cannabis, eseguita in maniera rudimentale e domestica di minime dimensioni, per uso esclusivo di tipo personale, non avrebbe dovuto costituire un reato penale.

Ne emerge un atteggiamento meno restrittivo e più ragionevole, contrastante con l'indirizzo assunto in precedenza riguardo l'autoproduzione di marijuana;

Detta in maniera semplice, le Sezioni Unite della Cassazione hanno constatato come la coltivazione di cannabis per uso personale non mette a rischio il bene giuridico della salute pubblica.

Questo cambiamento di mentalità da parte della politica e della magistratura fa ben sperare tutto il settore della cannabis in Italia. 

Come ben sappiamo, la coltivazione di cannabis era severamente punita dalla legge, la quale non teneva in considerazione fattori molto importanti su cui dover basare una decisione così importante per il soggetto imputato.

Se prima non aveva importanza il numero di piante, la quantità di principio attivo rinvenuto e lo stato di maturazione delle piante, ora tutti questi fattori vengono presi in considerazione.

È legale coltivare cannabis a casa per uso personale?

Purtroppo per noi, non è una sentenza a fare la legge...

La situazione in Italia rimane ancora poco chiara in merito al panorama legislativo della cannabis.

Una cosa però è certa, la Corte Suprema ha aperto le porte ad un nuovo modello di interpretazione e pensiero sul tema della coltivazione di cannabis in casa per uso personale.

Nonostante l'argomento susciti molteplici diversità di opinione, a livello politico la cannabis ha ottenuto un suo spazio;

Il Movimento 5 Stelle si dimostra favorevole ed il senatore Matteo Mantero dichiara:

"La Cassazione ha aperto la strada, ora tocca a noi. Fino a questa storica sentenza comprare cannabis dallo spacciatore, alimentando la criminalità e mettendo a rischio la propria salute con prodotti dubbi, non costituiva reato penale mentre coltivare alcune piante sul proprio balcone per uso personale poteva costare il carcere."

Questa 'svolta' della Corte di Cassazione, viene confermata anche da Benedetto Della Vedova.

Il segretario di +Europa afferma di ritenere ragionevole la decisione dei 5 Stelle. Questo può essere a tutti gli effetti un buon esempio da prendere in esame per avere un impatto maggiore sulla modifica dell'attuale normativa al fine di orientarla alla legalizzazione della cannabis in Italia.

Comprare cannabis light è possibile e legale in Italia?

Indifferentemente da quanto sia veloce o meno il percorso verso la legalizzazione, la vendita di cannabis light nel nostro paese rappresenta un settore in piena espansione.

Nonostante sia chiaro che la vendita di cannabis light in Italia è lecita, il tema si scontra molto spesso con un atteggiamento molto "denigratorio" da parte di molti mass media e di alcuni schieramenti politici.

Secondo l'AICAL - Associazione Italiana Cannabis Light, il fatturato di questo settore si aggira intorno agli 80 milioni di euro (stima 2019). 

La crescita esponenziale di questo trend negli ultimi anni rimarca le potenzialità di un settore in piena espansione, come riportante anche nel nostro articolo precedente sull'apertura di un'attività di CBD.

Ti ricordo che la cannabis si può facilmente acquistare nei negozi online di cannabis, come ad esempio nel nostro beleafcbd.it, presso i tabacchini oppure nei nostri distributori H24 distribuiti in tutta Italia.

C'è da puntualizzare anche che la vendita della cannabis light in Italia è riservata solo ai maggiorenni.

C'è anche da sapere che tutti i prodotti con questa denominazione non hanno effetto psicoattivo poiché hanno un contenuto di THC inferiore allo 0,6%, limite imposto per legge in Italia.

Cannabis terapeutica: legale ma solo a fini terapeutici

Quando parliamo di cannabis con elevato quantitativo di THC (superiore allo 0,6%), il suo stato di legalità dipende dal suo utilizzo finale che può essere strettamente di tipo terapeutico.

Nel decreto del 9 Novembre 2015 viene indicato che la prescrizione di cannabis con il principio attivo di THC superiori al limite consentito dalla legge è prescrivibile solo in situazioni di "dolore cronico e quello associato a sclerosi multipla oltre che a lesioni del midollo spinale; alla nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell'appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell'anoressia nervosa; l'effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette"

I medicinali contenenti tracce di cannabis ad alto contenuto di THC possono essere prescritti da qualsiasi medico che in scienza e coscienza ritenga opportuna la sua somministrazione.

Legalizzazione cannabis in Italia: 4 parlamentari denunciati

7 Luglio 2020
Lo spot pubblicitario dell'associazione #IoColtivo

I parlamentari denunciati sono: Riccardo Magi (+Europa), Matteo Mantero (M5S), Caterina Licatini (M5S) e Aldo Penna (M5S) che avevano aderito all'iniziativa #IoColtivo, lanciata da Meglio Legale e da altre associazioni.

Questa campagna si basa sulla disobbedienza civile in merito al tema dell'autoproduzione di cannabis in Italia per uso personale, tema centrale della protesta che ha visto partecipi i quattro parlamentari scesi in piazza per protestare.

I parlamentari denunciati, il 7 Luglio 2020 in una conferenza stampa ufficiale, hanno dichiarato che:

"Abbiamo disobbedito coltivando anche noi delle piante di cannabis, insieme agli altri 2500 cittadini che hanno aderito alla campagna #IoColtivo e siamo accanto agli oltre 100mila Italiani che ogni anno coltivano in casa per non dare soldi alle mafie"

Aldo Penna, uno dei 4 deputati denunciati

Il gruppo ha inoltre invitato i loro colleghi parlamentari a un confronto responsabile e serio sulla base di quanto indicato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che nel Dicembre del 2019 stabilisce che l'attività di coltivazione della cannabis in minime quantità e svolta in forma domestica non costituisce alcun reato.

100 Parlamentari a favore della legalizzazione della cannabis

17 Giugno 2020

Per far emergere il nostro paese dall'attuale crisi economica, molti parlamentari di maggioranza hanno sostenuto la legalizzazione della cannabis, che come già detto in precedenza è un settore in piena espansione.

Cento parlamentari di maggioranza hanno inviato una lettera al premier Giuseppe Conte. Il primo firmatario della "Proposta di incontro agli stati generali per la legalizzazione della cannabis" è stato Michele Sodano, deputato del Movimento 5 Stelle che ha sostenuto:

"Il punto di buon senso non è più spinello si o spinello no, ma la possibilità di strappare un business miliardario alle mafie"

Il deputato ha sottolineato il progresso economico riscontrato da paesi come USA e Canada, i quali grazie alla legalizzazione della cannabis hanno rilevato una progressiva diminuzione della disoccupazione e delle spese pubbliche.

Si è espresso a favore della regolarizzazione della vendita e del consumo di cannabis il presidente dell'Ordine dei Medici di Avellino, Francesco Sellitto, il quale ha dichiarato:

"Sono da sempre un sostenitore dell'utilizzo della cannabis in quanto può avere diversi punti di applicazione. L'ho sperimentata su pazienti con sintomi clinici importanti, i quali hanno dimostrato risultati più che soddisfacenti. Oltre alle sue efficaci proprietà calmanti, la cannabis light con basso contenuto di THC ha dimostrato di avere un ruolo nel mantenimento dell'omeostasi nel nostro corpo (regolazione della temperatura, fluidi ecc). Per promuovere un consumo sicuro e consapevole della cannabis light, è essenziale che il prodotto sia conforme alle normative vigenti espresse dalla legge".

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