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5 paesi nel mondo con le leggi più restrittive sulla cannabis nel 2020

Un cocktail, la spiaggia, il mare e la cannabis. Ti sembra una vacanza da sogno, vero? A meno che tu non stia pensando di goderti questo paradiso in uno di questi 5 paesi, dove il consumo di erba è punibile addirittura con la morte. In questo articolo il team di Beleaf ha elencato i 5 paesi nel mondo con le leggi più restrittive sulla cannabis. Le storie che sentirete saranno a dir poco agghiaccianti, stay tuned.

#1. Giappone

Ciliegi in fiore a Tokyo

L'ironia che si cela dietro la dura presa di posizione del Giappone contro la cannabis è molto seria. Le città giapponesi, come Tokyo, sono luoghi che offrono ai turisti le più numerose e strane forme di evasione, tra cui sesso e alcol. Nonostante la cultura giapponese sia progressista come hai sempre immaginato, nella terra del Sol Levante ci sono delle gravi conseguenze se vieni sorpreso a fumare erba dalle forze dell'ordine. 

In Giappone la cannabis è illegale dal 1948. Il suo possesso è punibile fino a cinque anni di prigione con lavori forzati, oltre a una multa di 10mila dollari. La coltivazione, la vendita e il trasporto di cannabis, è punibile con l'ergastolo.

In realtà, dopo l'arresto segue una lunga detenzione che può durare mesi, anche per un reato minore. Se uno straniero viene arrestato perché in possesso di stupefacenti, è improbabile che sia tenuto in carcere, quello che accade solitamente è l’espulsione diretta dal Paese senza la possibilità di ritornarci. 

#2. Cina

La cannabis in territorio cinese

Se c'è un posto sulla terra in cui non vorresti mai essere beccato a fumare dell’erba, quello è sicuramente la Cina. Le leggi cinesi in materia sono molto dure: è recente la notizia di due canadesi, uno è stato condannato a morte e il complice condannato all'ergastolo, per reati legati alla droga.

In realtà la storia della cannabis in Cina ha inizio oltre 2500 anni fa. La pianta era utilizzata soprattutto per scopi rituali all'interno del taoismo e nella medicina cinese. Questa è la prova che la cannabis è stata fondamentale nella storia della medicina tradizionale e nel sistema terapeutico cinese. Ma allora perché tutto questo odio per la cannabis?

Il popolo cinese associa ancora la cannabis all'oppio, stupefacente famoso per aver causato disordini sociali ed economici nel Paese durante le guerre dell'oppio. Nonostante siano trascorsi oltre due secoli, in Cina l'odio per la cannabis deriva ancora dalla paura.

Ai sensi della Sezione Sette della Legge Penale della Repubblica Popolare Cinese, la cannabis è considerata un narcotico. Gli individui che contrabbandano, trafficano, trasportano o fabbricano droga sono di solito condannati alla confisca dei beni e a oltre 15 anni di prigione, all'ergastolo o, in alcuni casi, alla morte.

#3. Singapore

Singapore e la tolleranza zero contro la cannabis

A Singapore è reato anche solo masticare un chewing gum. La città asiatica è nota per le sue leggi severissime sulle droghe e per il suo sistema legale: questo stabilisce infatti che l'onere della prova ricada sull'imputato. Significa che se ti beccano, sei praticamente fregato.

Anche farsi trovare in possesso di una sola canna è un reato molto grave, si può essere accusati e condannati a 10 anni di prigione. Se ciò non fosse abbastanza per convincerti che è meglio scegliere un'altra meta, sappi che sarai anche multato di 20mila dollari. Se vieni beccato con una quantità superiore ai 15 grammi, sarai automaticamente classificato come trafficante, che si traduce con ergastolo, e questo fa venire i brividi anche a me che scrivo.

Cosa succede se invece ti beccano con più di 500 grammi? Vieni giustiziato il giorno dopo.

Alla fine devo ammettere che non è poi così male l'Italia. 

#4. Emirati Arabi Uniti

Rischiare per così poco in UAE non ne vale la pena...

Per i fan della cannabis, l'ingresso negli Emirati Arabi Uniti è assolutamente vietato. Il Paese ha un atteggiamento di tolleranza zero nei confronti dei narcotici e la polizia locale è specializzata in stranieri che infrangono le regole. Se ti trovano addosso anche un solo spinello, la pena minima obbligatoria è di quattro anni.

Ma quanto sono severi gli Emirati Arabi Uniti quando si tratta di cannabis? Una domanda alla quale saprà rispondere lo sfortunato turista britannico Keith Brown, che ha ricevuto una condanna a quattro anni di carcere dopo essere stato beccato con l'eccezionale carico di 0,03 grammi di cannabis. 

Ora, se stai pensando di iniziare una carriera come trafficante di erba negli Emirati Arabi Uniti, è meglio lasciar stare, perché tale attività è punibile addirittura con la pena di morte.

#5. Filippine

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine
Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine

Da quando al comando c’è il presidente Rodrigo Duterte è iniziata una vera e propria guerra contro la droga. Negli ultimi anni, secondo i dati della polizia nazionale delle Filippine, sono state uccise più di 6mila persone, alcune anche solo sospettate di reati di droga. 

Dai dati della polizia riguardanti le operazioni antidroga a livello nazionale, è emerso che dal 2016 ad ora, le persone arrestate per reati legati alla droga sono state circa 280mila

Vacanze italiane

L'Italia condanna aspramente l'uso di cannabis, ma certamente gli scenari alternativi permettono di vedere tutto da un altro punto di vista. 

Se viaggiare non è mai così pericoloso, fumare legalmente in Italia non è mai stato così semplice. La legge nazionale sulla cannabis light consente la coltivazione e il commercio di prodotti ed estratti a base di CBD dalle innumerevoli proprietà senza effetti psicoattivi. 

Non rischiare di visitare il carcere mentre sei in vacanza in uno dei tupi paesi preferiti, piuttosto fatti un giro nel nostro shop on-line

 

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